TEMA DEL MESE


La conoscenza del territorio per il governo dell’area metropolitana. Banche dati, cartografia, software: il caso del SIT mobilità


Esistono oggi molti livelli istituzionali ed Enti che si occupano della produzione di dati e di informazioni sul territorio: dai Comuni alle Province (attraverso i loro SIT - Sistemi Informativi Territoriali ma anche tramite una mole consistente di informazioni non digitalizzate e non digitalizzabili), alla Regione Lombardia (che attraverso l’IIT - Infrastruttura per l’Informazione Territoriale e il relativo Geoportale si colloca come luogo di sintesi di molte di queste banche dati). A questo sistema complesso di livelli istituzionali, si aggiunge il contributo di organizzazioni esplicitamente preposte allo scopo di produrre conoscenza territoriale (lo stesso Centro Studi PIM) e di quelle che nel corso delle loro attività producono informazioni rilevanti: si pensi alle Università, ma anche ai centri studi di altre autonomie funzionali e di molte realtà private o no profit quali, per esempio, le Camere di Commercio, gli Ordini professionali, le Associazioni di categoria o le realtà del terzo settore che si occupano di tematiche ambientali o sociali.

L’insieme delle conoscenze prodotte fornisce in gradi diversi indicazioni utili e spesso strategiche per le scelte che devono assumere i decisori pubblici e tutti i soggetti interessati al governo dei fenomeni nei territori.

Il tema della produzione di tali conoscenze è, quindi, oggi molto rilevante e richiede una serie di approfondimenti e di ri-attualizzazioni: dalla sincronizzazione dei SIT dei diversi livelli istituzionali, alle scelte che vanno nella direzione degli “open data”; dalle questioni in merito alla selezione della mole di dati oggi disponibile alle procedure condivise di verifica e aggiornamento degli stessi.

Avremo modo di approfondire queste aspetti attraverso questa stessa Newsletter, ma anche attraverso seminari e corsi di formazione ad hoc.

In questa sede ci pare utile sottolineare, a mo’ di introduzione, due aspetti.

Il primo riguarda le questioni metodologiche legate alla produzione e diffusione dei dati e delle informazioni territoriali e, in particolare:

  • la necessità di collaborazione tra Enti diversi che producono informazioni territoriali. È questo un aspetto tanto rilevante quanto delicato. Per quanto riguarda il Centro Studi PIM, attiene prima di tutto ai rapporti tra esso e i suoi associati (Comuni e Province), ma anche agli accordi con altre realtà, come per esempio quelli siglati con “OSMI – Organizzazione di Servizi per il Mercato Immobiliare” della Camera di Commercio di Milano o con “Milano Che Cambia” dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano;
  • la questione “spinosa” di cosa sia possibile e necessario condividere al fine di migliorare le informazioni fornite e di cosa, invece, sia necessario mantenere come propria specificità. Una questione, questa, che va affrontata apertamente nella relazione tra istituzioni ed enti e che richiede la ricerca di un equilibrio tra strategie di mantenimento del proprio “core business” e capacità d’innovazione, di apertura e di comunicazione verso l’esterno, nel rispetto del proprio mandato;
  • il grado di accessibilità dei dati prodotti rispetto alle diversi categorie di utenti. Esso va valutato caso per caso e non può essere stabilito una volta per sempre, ma segue l’evoluzione degli assetti istituzionali, dei processi sociali e culturali e dell’innovazione tecnologica.

Il secondo aspetto riguarda, invece i contenuti delle banche dati e dei sistemi informativi.

Per quanto riguarda il PIM, essi riguardano principalmente i quattro ambiti in cui esso opera: pianificazione-programmazione territoriale, paesaggio-ambiente, infrastrutture-mobilità e sviluppo socio-economico. A ciascuno di questi corrisponde un’acquisizione e produzione di dati che vengono in gran parte riversate nel SIT del Centro Studi.

A titolo di esempio, in questo numero della Newsletter verranno brevemente illustrati alcuni aspetti del SIT mobilità e delle attività a esso legate: acquisizione e organizzazione dei dati, modello algoritmico di gestione degli stessi, output cartografici, possibili campi di applicazione nelle politiche pubbliche, con riferimento sia all’assunzione di decisioni strategiche in ordine alla realizzazione/potenziamento infrastrutturale, sia a interventi regolativi volti principalmente al contenimento del traffico, sia a scelte di miglioramento della qualità ambientale.

Il primo articolo delinea quindi le principali caratteristiche del modello di simulazione del traffico in uso al PIM e delle banche dati a cui questo attinge.

Il secondo articolo mostra alcuni casi concreti di applicazione: uno riferito alla valutazione di alternative progettuali di un intervento infrastrutturale rilevante; l’altro alla redazione di Piani Urbani del Traffico (solo in questi ultimi anni il PIM ha realizzato o sta realizzando 24 PGTU, di cui 16 con Comuni Soci), uno dei quali, quello del Comune di San Donato Milanese, viene approfondito nell’ultimo articolo.

 

 

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