ARGOMENTI E CONTRIBUTI

 

 

Nel giugno 2001 è stata inaugurata una collana di pubblicazioni PIM dal titolo Argomenti & Contributi nella quale vengono divulgati saggi su argomenti di attualità ed interesse che rientrano nelle materie di particolare competenza del Centro Studi PIM: territorio, ambiente, mobilità, sviluppo socio-economico locale. I saggi, che intendono contribuire alla discussione tecnica e politica sui problemi territoriali dell'area milanese, riprendono lavori svolti dagli esperti del PIM sottoforma di articoli per riviste specializzate e relazioni a convegni o riferiti a indagini, studi, progetti prodotti dallo stesso Centro Studi.

 

 

Sono disponibili per il download tutti i file relativi alla collana Argomenti & Contributi.

 

 

LUOGHI URBANI E SPAZIO METROPOLITANO

Un racconto attraverso piani, funzioni e forme insediative

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 14, febbraio 2011, pp. 155

 

 

 

 

 

In questo numero di Argomenti e Contributi si ricostruiscono le forme dello sviluppo insediativo dell'area metropolitana milanese a partire dagli anni Sessanta, con attenzione alla relazione tra piani, funzioni urbane, strumenti attuativi ed esiti concreti. Tale relazione viene vista in riferimento ad una serie di configurazioni insediative raggruppate secondo alcune macro-famiglie: il sistema insediativo della residenza, i luoghi della produzione, i luoghi del terziario, i luoghi del commercio, i servizi e le attrezzature di scala sovracomunale. I temi sono trattati utilizzando tra l’altro materiale d’archivio del PIM, elaborando banche dati di diversa origine, conducendo interviste e focus group specifici, e producendo elaborati cartografici ad hoc. Lo scopo non è quello di "fare la storia", ma piuttosto di fornire elementi di stimolo per guardare al futuro, provando a vedere come l'insieme delle famiglie insediative che hanno caratterizzato l'attuale assetto urbano restituisca oggi un quadro ricco di problemi e di opportunità per il miglioramento della qualità insediativa e territoriale di questa area. L’assetto attuale dei territori evidenzia tra l’altro una serie di questioni che presentano caratteri specificatamente intercomunali: domande e sfide che emergono dai sistemi locali presenti nell’area metropolitana, che richiedono modelli di governance adeguati a questa scala. Questo numero di A&C è uscito in occasione dei cinquant’anni dalla fondazione del PIM: anche per questo, il volume è ricco di documenti e testimonianze relative alla sua nascita e sulla sua evoluzione nel tempo. Esso contiene un dvd allegato con interviste filmate ad Amministratori locali e ad urbanisti, oltre che ad alcuni dei protagonisti delle diverse fasi del PIM.

 

 

 

 

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BENI CULTURALI E SVILUPPO DEL TERRITORIO

Le ville storiche del milanese

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 13, novembre 2009, pp. 148

 

 

 

 

 

Il tema del rapporto tra beni culturali e territorio è svolto in questo numero Argomenti&Contributi attraverso il particolare caso delle ville gentilizie e dei giardini, presenza ricca e articolata nel paesaggio storico del milanese. Attraverso l’inquadramento territoriale, la ricostruzione storica dell’insediamento, l’evoluzione tipologica delle ville e il censimento dei beni con le loro destinazioni d’uso attuali si è inteso fornire un contributo conoscitivo propedeutico alla messa a punto di politiche di valorizzazione. Tali politiche presentano, infatti, un profilo complesso: conoscenza, valorizzazione e gestione, prospettive di sviluppo economico-territoriale, consumo culturale, domanda sociale, capacità di elaborazione e proposta di operatori pubblici. La pubblicazione è rivolta in particolare alle amministrazioni locali, sempre alle prese con il difficile compito di massimizzare il significato sociale, culturale, identitario e fruitivo di tali beni, esplicitandone i valori latenti e, nello stesso tempo, minimizzandone i costi di gestione, con l’intento di fornire loro le linee guida per avviare gli auspicati processi di valorizzazione del patrimonio delle ville come luogo di eccellenza per la fruizione culturale e del tempo libero nell’area milanese. La presenza delle ville nel milanese, pur di fronte ad alcune criticità, rappresenta un’opportunità ai fini della riqualificazione dell’area metropolitana: per il pregio assoluto dei monumenti per la presenza in molti casi degli antichi giardini da riconnettere con il sistema degli spazi aperti, per il significato identitario che queste architetture rivestono e che può essere esaltato da ipotesi di rifunzionalizzazione compatibile, per l’individuazione di progetti culturali ad hoc, da affiancare all’organizzazione di eventi in grado di rafforzare l’identità del sistema delle ville, anche attraverso la conoscenza degli strumenti disponibili e il dialogo tra i soggetti del processo di valorizzazione.

 

 

 

 

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IL MAL D’ABITARE

Opportunità e difficoltà di fronte alla nuova questione abitativa nell’area milanese

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 12, novembre 2008, pp. 96

 

 

 

 

 

Il Centro Studi PIM, nell'ambito delle attività istituzionali a favore dei soci, ha ritenuto fosse utile riprendere a ragionare sul tema della casa, dedicando una nuova monografia della collana “Argomenti & Contributi”.
Dalla pubblicazione del primo contributo alla discussione (“Abitare nell’area metropolitana milanese. Le politiche di intervento di fronte alla nuova domanda e alla crisi del modello tradizionale”, Argomenti & Contributi, n. 5, gennaio 2003) sono infatti trascorsi più di cinque anni, ma il tema – è cronaca di tutti i giorni – non ha certamente perso, in questo lasso di tempo, la sua urgente rilevanza.
Da qui le ragioni di questo nuovo aggiornamento che, non è un caso, esordisce come la precedente pubblicazione, con un paragrafo sulla perdurante ed aggravata, “Attualità della questione abitativa”. Il primo capitolo, in retrospettiva e prospettiva, si fa infatti carico di una rapida interpretazione di fase, con uno sguardo che porta a considerare le chance, ma anche le criticità, delle politiche e degli interventi praticati in questi primi anni 2000.
I tre capitoli successivi costituiscono altrettanti “dossier” di cui il saggio iniziale si alimenta. Il capitolo due propone infatti una sintesi su alcuni degli aspetti più rilevanti circa la domanda di casa sociale in provincia di Milano, soffermandosi sui caratteri e sul profilo composito del fabbisogno. Il capitolo tre restituisce un’analisi dell’offerta, verificando la disponibilità di aree, la dotazione del patrimonio pubblico esistente, i caratteri delle politiche praticate.
Infine, l’ultimo capitolo mette a fuoco i soggetti protagonisti delle politiche, partendo dagli attori pubblici (Stato, Regione, Provincia, Comuni, ma anche Enti, Consorzi e Associazioni) senza trascurare terzo settore, cooperative e privati.
Questi tre capitoli costituiscono anche l’occasione per dare conto in forma agile delle molteplici attività di ricerca che il Centro Studi PIM ha svolto su questi argomenti negli anni più recenti. Vi trovano così rielaborazione contenuti provenienti dai rapporti PIM-Provincia di Milano per “L’Osservatorio metropolitano sui bisogni abitativi” (maggio 2006), PIM-Cimep, per il contributo alle attività del “Patto metropolitano per la casa – Progetto Casa: dal bisogno al diritto” della Provincia di Milano (primo rapporto, settembre 2007; secondo rapporto, febbraio 2008); PIM-Federcasa Lombardia, con la ricerca “Capacità di risposta del territorio al fabbisogno in tema di disponibilità di aree e immobili” (febbraio 2008).

 

 

 

 

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LE TRE CITTÀ DELLA BRIANZA

Temi e prospettive della nuova Provincia

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 11, dicembre 2006, pp. 128

 

 

 

 

 

Quando si dice “Brianza” si mette al lavoro un “oggetto” per nulla scontato. A fianco di interpretazioni consolidate, che includono i territori compresi fra Seveso e Adda e tra la linea pedemontana e Monza, dotati di forte identità e di una evidente centralità nel contesto provinciale e regionale, si affacciano visioni meno “rassicuranti”. Esse alludono, da una parte, alle difficoltà riscontrabili nella definizione, che affonda le radici nella storia, di una precisa perimetrazione geografica, dall’altra, agli effetti determinati dalle trasformazioni più recenti, soprattutto in ordine agli sviluppi della cosiddetta “città infinita” lungo l’asse pedemontano, dall’altra ancora alla forte intramatura con il nucleo centrale metropolitano e infine all’accentuata articolazione territoriale interna all’area (Brianza centrale, Vimercatese e Brianza occidentale).

Secondo questo punto di vista, la storia della territorialità briantea ci consegna oggi un’immagine un po’ sfocata, che invita ad una rinnovata osservazione e tematizzazione geografica. La storica “inafferrabilità” dei confini briantei si confronta oggi con una determinante nuova e forte, rappresentata dal “progetto” politico, amministrativo e territoriale sotteso alla creazione della nuova Provincia. Seguendo questa impostazione, il lavoro prende le mosse dalla sagoma definita dai nuovi confini provinciali, senza però dimenticare la trama complessa dei nessi che strutturano questo territorio.

La conclusione getta uno sguardo sul domani, cercando di riannodare i quadri interpretativi prospettati nei capitoli iniziali, provando anche a “fare sponda” rispetto alle questioni poste nell’ambito del progetto di nuova Provincia.

 

 

 

 

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IL PAESAGGIO, LA NATURA, LA CITTÀ

Le aree verdi nella configurazione del territorio metropolitano

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 10, luglio 2005, pp. 80

 

 

 

 

 

Il tema del verde è divenuto oggi elemento capace di caratterizzare sia i grandi spazi aperti, sia la morfologia e la qualità delle strutture urbane, acquisendo un ruolo primario nell’equilibrio ambientale dell’area metropolitana milanese.

Il crescere dell’urbanizzazione, che ha caratterizzato negli ultimi decenni l’area milanese, è tale che oggi le foto satellitari ci documentano una situazione di compromissione e congestione dell’uso del suolo tali da richiedere nuovi sforzi e nuovo impegno per la tutela del suolo libero.

I successivi capitoli ripercorrono la storia del “verde” negli atti di pianificazione, a partire dall’istituzione dei primi giardini pubblici nella città di Milano, fino all’istituzione dei grandi parchi regionali.

Nell’ultima sezione vengono proposti alcuni dei grandi temi ancora aperti sul rapporto tra aree verdi e strutture urbane, a partire dalla creazione di una buona qualità ambientale, un'entità ecosistemica e paesaggistica completa, efficacemente integrata con l’ecosistema naturale, costituita dagli spazi verdi urbani e da quelli a carattere agricolo e naturalistico della propria frangia periurbana.

La valorizzazione fruitiva delle aree verdi di cintura, la costruzione di relazioni qualificate tra il sistema del verde interno alle aree edificate e quello di scala territoriale, la ridefinizione del “paesaggio urbano” e la qualità ambientale delle periferie metropolitane, sono alcuni dei temi del panorama odierno, le sfide principali con cui deve misurarsi la “politica del verde”, precisando obiettivi e strumentazione operativa, favorendo la crescita di una sensibilità diffusa tra la popolazione e il coinvolgimento delle amministrazioni locali, consolidando una cultura progettuale e tecniche di intervento in grado di incidere positivamente sull’assetto complessivo del territorio metropolitano.

 

 

 

 

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I NAVIGLI, LA CITTÀ E IL TERRITORIO

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 9, ottobre 2004, pp. 64

 

 

 

 

 

 

Il risveglio di interessi verificatosi in questi ultimi anni nei confronti dei navigli mostra, rispetto ad un non lontano passato in cui prevalevano aspetti storico-culturali elitari e specialistici, gli esiti del diffondersi di una nuova coscienza e sensibilità “di massa” nei confronti del recupero dell’ambiente originario e della riappropriazione e del riutilizzo dei segni del proprio passato, in grado di costituire una fondamentale risorsa per la riqualificazione territoriale e la valorizzazione paesaggistico-ambientale e storico-culturale.

Nel volume, dedicato all’evoluzione dei navigli milanesi e alle linee guida per una loro valorizzazione, la lettura del sistema è stata effettuata, più che utilizzando una chiave strettamente cronologica, in modo trasversale, indagando i segni lasciati dall’uomo su un territorio, di cui i navigli costituiscono la dorsale, i grandi paesaggi e i grandi sistemi che utilizzano i navigli come armatura e che hanno contribuito a formarne l’identità paesaggistica e antropica.

Persa l'originaria funzione di vie d'acqua, il sistema dei navigli risulta caratterizzato sia da aree di grande interesse paesistico-ambientale, sia da territori agricoli ancora ben conservati, sia da zone compromesse e critiche come le aree periferiche e quelle di espansione urbana.

La conclusione getta uno sguardo sul domani, evidenziando persistenze, discontinuità, prospettive del sistema dei navigli e avanzando indirizzi e suggestioni per la sua valorizzazione, come luogo di eccellenza per la fruizione culturale e del tempo libero.

 

 

 

 

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DAL MONDO NUOVO ALLA CITTÀ INFINITA

Cento anni di trasformazioni e progetti nell’area milanese

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 8, giugno 2004 (riedizione maggio 2007), pp. 98

 

 

 

 

 

Nell’epoca dell’informazione a rapido consumo e veloce obsolescenza, recuperare uno sguardo di lungo periodo sulle trasformazioni socio-economiche e territoriali che hanno investito l’area milanese rappresenta un esercizio non privo di originalità, soprattutto se orientato alle questioni dell’oggi e alle prospettive di sviluppo.

L’interesse suscitato dalla prima pubblicazione nel 2004 porta a questa seconda edizione, integrata e aggiornata nella parte finale, nel nuovo formato editoriale della collana argomenti & contributi.
Il volume presenta quattro “quadri” dell’area milanese, a loro volta composti dalla sequenza di quattro paragrafi dedicati a economia e società, fenomeni territoriali e insediativi, infrastrutture, piani-progetti-politiche, che tematizzano altrettante grandi fasi del suo sviluppo di lungo periodo:
- la formazione della città industriale moderna (1880-1915), caratterizzata da concentrazione urbana/industriale e dallo sviluppo della rete ferroviaria regionale e internazionale;
- il consolidamento dei processi di crescita (1915-1945), connotato dal rafforzamento della rete urbana del nord Milano e dalla grande espansione edilizia nel capoluogo a ridosso della nuova cintura ferroviaria;
- lo sviluppo metropolitano (1945-1980), contrassegnato, dalla grande espansione edilizia e urbanistica, che coinvolge dapprima il capoluogo e il territorio a nord di Milano e dilaga, poi, nel sud agricolo;
- la riqualificazione della città e la diffusione territoriale dello sviluppo (1980-2004), contraddistinta da ristrutturazione industriale e urbana e dalla diffusione della crescita insediativa, con valorizzazione dei sistemi locali.
Le conclusioni gettano uno sguardo orientato sull’oggi e sul domani, mettendo in tensione quanto affrontato nelle parti precedenti, evidenziando persistenze, discontinuità, prospettive, e avanzando alcune ipotesi interpretative e operative, in particolare:
- il ruolo di avanguardia svolto da Milano nei processi di modernizzazione del Paese;
- la vocazione “glocale” del capoluogo lombardo, ossia la capacità di internalizzare risorse esterne e farle interagire con quelle locali, per poi rilanciare prodotti e servizi sui mercati nazionali e internazionali;
- il perdurante carattere policentrico, che configura l’area milanese come una città-regione ante-litteram;
- il nesso stringente tra sviluppo della regione urbana e rafforzamento/articolazione dell’armatura infrastrutturale, un binomio storico da ripensare in funzione delle idee e dei progetti in azione;
- il rapporto difficile tra intenzionalità pianificatore e trasformazioni reali, che ci interroga sull’efficacia del governo per piani e sui relativi processi di institutional building.

 

 

 

 

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L'AREA METROPOLITANA MILANESE

Idee e progetti per il futuro

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 7, giugno 2003, pp. 55

 

 

Il rapporto sviluppa una riflessone in ordine a idee, politiche e progetti finalizzati allo sviluppo della regione urbana milanese.
Vengono affrontati tre grandi temi: riqualificazione e potenziamento dei sistemi di mobilità, ambiente e valorizzazione del patrimonio storico e culturale, sviluppo urbano policentrico e integrato.
In chiusura, il doocumento avanza alcune suggestioni/visioni per lo sviluppo futuro della regione urbana milanese, individuando un’agenda di politiche e progetti volti a coniugare innovazione, sviluppo di prodotti e servizi di qualità ed eccellenza prestazionale a interventi finalizzati a garantire coesione sociale, integrazione territoriale, sostegno e cura ai sistemi locali.

 

 

 

 

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LA MAPPA DEI CAMBIAMENTI SOCIO-ECONOMICI E TERRITORIALI NELLA REGIONE URBANA MILANESE

Primi risultati dei Censimenti 2001

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 6, gennaio 2003, pp. 45

 

 

 

Il rapporto di ricerca, utilizzando i Primi risultati del Censimento della popolazione e delle abitazioni e di quello dell’industria e dei servizi del 2001 e impiegando i dati PIM, aggiornati al 1998, forniti dal MISURC (Mosaico Informatizzato degli Strumenti Urbanistici Comunali), si incarica di descrivere e interpretare i cambiamenti socio-economici e territoriali che hanno interessato la regione urbana milanese durante l’ultimo ventennio.
Ne emerge una geografia dello sviluppo in parte rinnovata rispetto a quella che ha caratterizzato il decennio precedente, che affaccia nuovi problemi nell’agenda dei policy maker locali e regionali, a partire dall’orientamento delle politiche pubbliche e dalla forma/modalità di esercizio del governo metropolitano.

 

 

 

 

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ABITARE NELL'AREA METROPOLITANA

Le politiche di intervento di fronte alla nuova domanda e alla crisi del modello tradizionale

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 5, gennaio 2003, pp. 39

 

 

 

 

Dare conto dei processi di trasformazione in corso nel sistema residenziale dell’area metropolitana, come si cerca di fare nel presente lavoro, ha l’ambizione di contribuire a riprendere un dibattito da tempo trascurato e ad aumentare l’attenzione intorno agli esiti dei programmi di intervento che stanno per avviarsi con i prossimi (ultimi?) finanziamenti pubblici per l’edilizia residenziale
La questione abitativa si presenta con nuova attualità dopo che gli anni Novanta sono trascorsi nell’illusione che l’epoca del bisogno abitativo fosse definitivamente tramontata.
òsecondo le attese: i fabbisogni tornano a crescere e presentano nuove criticità dovute a fenomeni in parte inattesi: forti flussi migratori dall’estero, ripresa dei movimenti interni, crescita del numero delle famiglie anche in presenza di diminuzione o stasi della popolazione.
Le condizioni territoriali e la strumentazione urbanistica sono, nello stesso tempo, profondamente cambiate. Si determina quindi l’esigenza di cercare nuove risposte e di collocarle in un contesto territoriale metropolitano. Di qui la proposta uno strumento di coordinamento e programmazione (Piano Quadro per l’Edilizia Residenziale), che sappia coniugare gli obiettivi sociali con la corretta localizzazione e con la qualità insediativa.

 

 

 

 

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EMERGENZA TRAFFICO IN BRIANZA

Pedemontana, metropolitane, ferrovie: dai progetti alle concrete realizzazioni

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 4, luglio 2002, pp. 48

 

 

La congestione del traffico è senza dubbio uno dei principali problemi che assillano la Brianza e tutto il Nord Milano, generando costi economici, sociali e ambientali enormi. Il rapporto fa il punto sui programmi e i progetti stradali e ferroviari (soffermandosi in particolare su un’opera strategica come la Pedemondana), valutandone lo stato di avanzamento, le disponibilità di risorse finanziarie, il grado di consenso. In conclusione, il documento fornisce alcune indicazioni utili a migliorare i processi implementativi. Per passare dai progetti alle concrete realizzazioni occorre dunque: selezionare i progetti effettivamente strategici, in grado di divenire fattori di riqualificazione/riorganizzazione territoriale e sviluppo locale; optare per interventi fattibili, capaci di mobilitare risorse economico-finanziarie, attivare competenze tecniche di eccellenza e godere del consenso delle comunità locali; minimizzare l’impatto ambientale, soprattutto innalzando la qualità progettuale; suscitare partecipazione al processo decisionale e condivisione delle scelte, secondo il principio:“tutti devono poter partecipare, la maggioranza deve poter decidere”; sviluppare lobbyng territoriale, costruendo alleanze sociali e istituzionali ai vari livelli.

 

 

 

 

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STUDIO-PROGETTO D'AREA SUD MILANO

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 3, luglio 2002, pp. 23

 

 

 

Lo Studio-progetto d’area si propone di fornire un quadro di riferimento per le trasformazioni territoriali del Sud Milano, costruendo un processo di reciproca alimentazione tra indirizzi e proposte di scala provinciale (PTCP) e progettualità locale.
In tal senso, il rapporto, oltre a delineare un quadro analitico-interpretativo della struttura e dell’evoluzione territoriale e socio-economica dell’area, si incarica di definire possibili vision di sviluppo locale, delineare un quadro obiettivi e principi guida per l’azione e, infine, fornire orientamenti progettuali, enucleando linee strategiche e proposte d’azione, insieme ai relativi schemi di riferimento spaziale. In conclusione il paper fornisce un quadro delle possibili modalità di attuazione degli interventi, insieme alla relativa “cassetta degli attrezzi”.

 

 

 

 

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INFRASTRUTTURE STRATEGICHE PER MILANO E LA LOMBARDIA E LEGGE OBIETTIVO

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 2, maggio 2002, pp. 56

 

 

 

 

 

Si tratta di un “position paper” che, partendo da un'analisi dei livelli di crescente congestione del traffico nell'area milanese e lombarda e da una valutazione degli scenari di domanda futura, si propone di fare il punto sui programmi e sui progetti di riqualificazione/potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie. Il documento si incarica inoltre di avanzare ipotesi interpretative in ordine alle cause che determinano un insufficiente livello delle realizzazioni, di suggerire possibili rimedi e di individuare strategie di rete per il futuro, con particolare attenzione al nodo ferroviario di Milano, all'accessibilità e all'integrazione del sistema aeroportuale e all'assetto della rete autostradale regionale.

A questo proposito, la parte finale del documento è dedicata a discutere la nuova “Legge Obiettivo”, valutandone gli aspetti positivi legati alla semplificazione e alla velocizzazione delle procedure, insieme ai rischi in ordine a un potenziale conflitto di competenze tra Stato, Regioni ed Enti Locali e a una restrizione della platea degli interessi rappresentati nel processo decisionale.

 

 

 

 

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PROGETTI INFRASTRUTTURALI E TERRITORIO NELL'AREA MILANESE E LOMBARDA

 

Centro Studi PIM

Argomenti & Contributi, n. 1, giugno 2001, pp. 13

 

 

 

 

 

Il primo numero di Argomenti & Contributi assume il tema del potenziamento delle infrastrutture e dei servizi di mobilità come una delle questioni strategiche per lo sviluppo di Milano e dell’intera Lombardia.

Il rapporto invita a un ripensamento strategico sulla natura dei progetti infrastrutturali, per renderli funzionali allo sviluppo locale e per meglio integrarli con l’ambiente e il sistema insediativo. Inoltre, il documento indica le priorità d’intervento sia per la rete stradale e ferroviaria sia per lo sviluppo dell’intermodalità e della logistica. Infine, partendo da una valutazione delle energie economico-finanziarie, delle competenze tecniche, delle risorse di consenso necessarie per dare concreta realizzazione agli interventi previsti, individua nella qualità progettuale, nel coinvolgimento degli investitori privati, nella partecipazione e nel consenso dei soggetti interessati la chiave di volta per sbloccare processi decisionali oggi troppo spesso inceppati.